modem wi fi

L’Antitrust ha lanciato una nuova minaccia alle principali aziende di telecomunicazioni: Tim, Wind 3 e Fastweb per dei problemi di trasparenza sulle loro offerte per la fibra ottica. Agcom dunque si prepara ad agire per il mancato rispetto delle norme sul modem libero e sui costi di recesso.

Indicazioni poco chiare per la fibra: la critica dell’Agcom

Le offerte della fibra ottica traggono in inganno gli utenti, secondo l’Antitrust e l’indagine aperta su Tim, Fastweb e Wind 3 ha minacciato delle sanzioni pari a ben 5 milioni d’euro per ogni azienda. In questi stessi giorni, anche l’Agcom si prepara a un controllo sui costi per il cambio d’operatore e per il recesso dal contratto. Secondo quest’ente di controllo questi operatori non seguono ancora la normativa. 

L’Agcom dichiara anche che ci sia troppa confusione per gli utenti sulla velocità che potranno raggiungere con una connessione con Fibra. Quindi sta pensando di creare dei nuovi bollini d’applicare sulle offerte dei vari operatori. I bollini prevedono: connessione fibra pure sino a 1 Gigabit, Fibra Rame o fibra wireless sino a 200 Mbps.

Mancata trasparenza da parte delle aziende di telecomunicazioni

Dunque, secondo l’Antitrust durante un’indagine che fa riferimento alle offerte che si vedono nella brochure, sui siti web e durante gli spot televisivi ci sono delle incongruenze, e le informazioni rilasciate non sono completamente trasparenti come dovrebbero essere. Infatti, l’Antitrust denota che i tre operatori conducano una pratica scorretta che prevede un’indicazione poco chiara delle condizioni economiche per le offerte e per ottenere delle specifiche prestazioni tecniche.

Al momento, l’Antitrust denota che questi sono i principali indizi di colpevolezza dei tre operatori. Quindi è stata aperta un’indagine che si riserva di sanzionare in futuro le società, appena gli indizi di colpevolezza degli operatori saranno verificati.

Pratiche simili, comunque, erano già state imputate a Tim, che tra marzo e aprile del 2018 aveva ricevuto una multa pari a 4,8 milioni d’euro, mentre a Fastweb pari a 4,4 milioni d’euro e infine a Wind una multa da 4,2 milioni di euro.

Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

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