manovra 2019




Oggi la manovra economica ha avuto il via libera dall’Unione Europea, riuscendo così ha evitare la procedura d’infrazione, facendo leva però su aumenti di tassi e tagli.

Per raggiungere questo risultato la manovra prevede una riduzione dei fondi per il reddito di cittadinanza e ci potrebbe essere anche il rischio dell’aumento dell’Iva. La riscrittura della manovra, molto probabilmente prevede anche una web tax pensata specialmente per colpire i giganti che operano online. 

Ma quali potrebbero essere le misure principali, a causa della riduzione dei fondi per evitare le sanzioni? Vediamole insieme!

La manovra economica e le novità previste dopo l’approvazione

Una delle prime riforme dovrebbe essere la Web Tax. L’aliquota al 3% sui ricavi delle vendite online, sulla trasmissione dei dati e sui ricavi della pubblicità sarà introdotta per i “colossi” del web. Pagherà infatti chi ha ricavi congiunti non inferiori a 750 milioni di euro e ricavi da servizi digitali realizzati sul territorio italiano non inferiori a 5,5 milioni di euro.

Rischio dell’aumento IVA dal 2020. Per far fronte ai tagli ci potrebbe essere nel 2020 un aumento dell’IVA tra circa sue anni.

Per il momento sono state rinviate anche le assunzioni nelle pubbliche amministrazioni. Infatti, doveva esserci un turn over nel 2018 che molto probabilmente invece adesso ci sarà verso la metà del mese di novembre del 2019.

Per il reddito di cittadinanza e la riforma sulle pensioni, il tutto è rimandato ad aprile, mentre i fondi disponibili per questi rinnovamenti sono scesi in tutto a 4 miliardi. Inoltre verrà cancellata anche la mini Ires per enti non commerciali.

Con la nuova misura dovrebbe arrivare anche un pacchetto di misure che incrementeranno le tasse nel campo dei giochi e delle scommesse. Inoltre, dal 1 gennaio 2019 verrà introdotta l’imposta unica sulle scommesse e sui concorsi pronostici.

Il governo si impegnerà anche nell’attuazione di un programma di dismissioni immobiliari che potrebbe portare a un importo pari a 950 milioni di euro per il 2019 e a introiti pari a 150 milioni per il 2020 e il 2021. Prevista anche una rimodulazione delle risorse per 600 milioni di euro per il 2019 prevedendo così un incremento per ciascuno degli anni delle risorse destinate a FS per la realizzazione dei progetti in programma. 

Infine, con la flessibilità per circa lo 0,2% del Pil, il piano per la messa in sicurezza di ponti, strade, gallerie e per il piano anti-dissesto idrogeologico saranno investiti nel triennio a venire circa 20,7 miliardi. 


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Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

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