Nel 2018 nel campo del venture capital c’è stato un vero boom di nuove operazioni, infatti l’interesse degli investitori è aumentato e per le Start up Italiane sono arrivati investimenti per un valore di 330 milioni di euro, un aumento che però non si equipara ancora ad altri mercati, infatti il nostro mercato vale ancora la metà della Spagna. 

Le nuove startup giovani in Italia crescono e attraggono l’attenzione e i soldi degli investitori all’estero. L’entità dei nuovi investimenti si è potuto vedere grazie alla radiografia effettuata da ScaleIt, che esamina tutte le operazioni di Venture Capital in Italia. 

Aumentano gli investimenti sulle aziende italiane

Secondo i dati rilevati da ScaleIt, il 2018 si è concluso con un aumento degli investimenti effettuati proprio sulle nuove Start Up italiane. I numeri, rilevati però non devono ingannare, perché anche se si nota un miglioramento rispetto all’anno precedente, ci sono diverse regioni europee che attraggono un maggior numero di investimenti, per non parlare naturalmente poi degli Stati Uniti.

La piattaforma di ScaleIt ha messo in collegamento varie società d’investitori anche con un evento dedicato annuale e una piattaforma le diverse realtà italiane. Per società italiane sono intese tutte le società che operano direttamente in Italia oppure le Start Up che operano all’estero anche se sono state fondate da italiane.

Il totale d’investimenti di venture capital considerate tutte le aziende anche quelle al di fuori del suolo italiano, ma fondata da alcuni italiani ha raggiunto un ammontare di 603 milioni per il 2018. Una crescita del 157%, considerando che nel 2017 gli investimenti erano stati pari a un massimo di 235 mila euro all’anno. La crescita delle idee e operazioni invece è stata limitata queste sono passate dai 276 del 2017 ai 288 del 2018. Questo significa che è aumentato l’importo degli investimenti rispetto al numero di Start Up avviate.

Secondo Lorenzo Franchini, il fondatore di SaleIt gli investimenti sono in forte crescita, ma sono ancora al di sotto di quelli visti nei principali mercati europei. Il ritardo però si è ridotto anziché aumentare, questo è un segno positivo sopratutto se si guardano gli ultimi cinque anni. 

Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

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