petrolio




Dopo una lieve ripresa, il petrolio è crollato nuovamente a New York, questo dato desta così forte preoccupazione per l’economia globale. I futures intermedi del West Texas dopo l’aumento dell’8,7% di mercoledì si sono ritirati dell’1,8%. Questo ha portato a scambi di greggio a bassi volumi durante le festività, infatti i prezzi sono scesi al minimo da 18 mesi dal 24 dicembre. 

Il petrolio sta per raggiungere un calo del 25% quest’anno, inoltre si teme che la disputa commerciale tra la Cina e gli Stati Uniti, possa portare l’economia mondiale in recessione, affossando la domanda di carburante mentre una nuova ondata di olio di scisto (petrolio non convenzionale) sta procedendo a colpire nuovamente il mercato americano. Ma le perdite sono limitate se si pensa alla prospettiva dei tagli di produzione da parte anche dell’OPEC e dei suoi alleati. 

Prezzo del petrolio in discesa: i dati peggiori degli ultimi mesi

Secondo Olivier Jakob, amministratore delegato della società di consulenza Petromatrix GmbH a Zugo in Svizzera: resta molto difficile mantenere una visione forte dei mercati quando tanti partecipanti si trovano in ferie e i mercati azionari si presentano con una volatilità così alta. 

Il WTI per la consegna di febbraio ha avuto un crollo ulteriore perdendo altri 83 centesimi e raggiungendo così il prezzo di 45,39 dollari al barile al New York Mercantile Exchange. Il volume totale di scambio in questi giorni invece è stato superiore di circa l’11% in più rispetto agli ultimi 3 mesi. 

Il Brent invece è sceso da 1,05 dollari a 53,42 dollari al barile della borsa londinese, dopo aver guadagnato 4 dollari il mercoledì. Invece, il greggio di riferimento globale è stato scambiato a un premio di 7,99 dollari rispetto al WTI. 

Su quest’andamento incerto del petrolio incidono anche le speranze di un risanamento dei conflitti commerciali tra la Cina e gli Stati Uniti. Infatti, un accordo tra le due nazioni potrebbe portare ad un aumento dei volumi e rendere meno volatili i prezzi del greggio.

Nel frattempo, gli inventari grezzi degli Stati Uniti sono scesi a 3 milioni di barili, secondo un sondaggio condotto da Bloomberg, se i dati di Energy Information Administration mostreranno una mossa simile sarà possibile trovarsi effettivamente dinanzi al quarto calo settimanale delle scorte degli Stati Uniti.


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Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

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