Secondo l’ultima indagine condotta su richiesta della Commissione Europea ha scoperto diverse irregolarità sugli e-commerce online. Secondo l’indagine, ben 6 e-commerce su 10 presentano delle irregolarità. Chi acquista online, nonostante siano passati anni dallo sviluppo degli e-shop, deve porre ancora molta attenzione e più accuratezza rispetto a quando si acquista nei negozi fisici. 

L’indagine dell’Unione Europea ha richiamato le varie autorità nazionali che operano a tutela dei consumatori, per riuscire ad osservare in modo simultaneo tutti gli e-commerce di loro competenza. Nella ricerca compaiono e-shop di ogni tipologia da quelli per l’abbigliamento sino a quelli dedicati agli eventi musicali e sportivi.

Le irregolarità trovare negli e-commerce europei

Nel momento in cui, un e-commerce pubblicizza offerte speciali o sconti, l’utente è altamente attratto da questo e quindi più tentato ad effettuare degli acquisti. Nel 31% dei casi, le autorità nazionali però hanno riscontrato che molte offerte non sono autentiche, mentre le percentuali di sconto sono calcolate anche in modo errato.

Secondo l’indagine, ben 211 siti (il 37%) il prezzo pagato alla fine dai consumatori è superiore rispetto a quello che era stato reclamizzato all’inizio. La maggior parte delle volte, questo raggiro è possibile perché il venditore ha “dimenticato” di inserire gli extra della spedizione, per i vari metodi di pagamento, per le prenotazioni e le eventuali commissioni.

La legislazione europea però non lascia spazio ad alcun interpretazione. Infatti, il consumatore dev’essere indicato in modo chiaro, con il prezzo comprensivo di tutti gli extra obbligatori. Questi non possono essere calcolati in modo anticipato, dunque è necessario spiegare che verranno addebitati sin dall’inizio.

Dunque, una delle irregolarità più diffuse per quasi il 60% del campione è data appunto da una disputa dedicata proprio per le difficoltà a comprendere il prezzo finale del prodotto che si sta acquistando. Inoltre, molti e-commerce non presentano l’obbligo d’indicare il link alla piattaforma per ottenere eventuali risarcimenti. 

Secondo la commissaria della Giustizia e per i consumatori, Vera Jourova è rimasta scioccata dal numero dei siti che non fornisce delle indicazioni chiare al consumatore. Per questo motivo le autorità nazionali devono prendere ora i provvedimenti necessari per mettere finalmente la fine a queste pratiche. 

Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

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