studenti fuori sede

Secondo quanto riportato dagli studi di Abitare Co., una società di intermediazione immobiliare, è stato possibile definire che la presenza degli studenti fuori sede migliora e rende più proficuo o costoso il mercato immobiliare nei quartieri preferiti dagli universitari. 

In questi quartieri infatti le domande di acquisto come i prezzi di vendita sono cresciuti a ritmi superiori rispetto a quelli di appartamenti simili posti però in quartieri urbani. Questa tendenza è stata messa in evidenza dallo studio della società che abbiamo precedentemente nominato.

Abitare Co. infatti ha analizzato che al momento dell’avvio del nuovo anno accademico, la domanda di acquisto di abitazione è cresciuta maggiormente (circa del 5,2% nel 2017) rispetto a quelli di altri quartieri.

La spinta in aumento arriva per due motivi. Il primo vede gli acquisti da parte dei genitori di uno studente fuori sede, che preferiscono fare un investimento piuttosto che pagare anni di fitto. Un altro fattore è invece quello di investire sull’acquisto di immobili in zone universitarie per ripagarlo e guadagnare con il fitto delle stanze agli universitari.

I dati immobiliari delle principali città universitarie

Le città universitarie prevedono un aumento sua delle vendite che dei costi del prezzo degli immobili nei quartieri frequentati o preferiti dagli studenti fuori sede. Infatti, a Firenze ad esempio, il prezzo al metro quadro delle case è aumentato del 2,2% raggiungendo i 2400 euro al metro quadro.

A Ferrara i prezzi hanno raggiunto i 1400 euro euro al metro quadro, mentre Roma è la città che presenta i prezzi più alti con 4100 euro al mq, e un aumento del 1,8%. I costi aumentano in questa città nella zona di Normetano (5100 euro al mq), Flaminio (4.800 al mq) e San Lorenzo (4200 al mq). I quartieri di Roma più economici invece sono la Garbatella (3800 euro) e Vergata(2800 euro).

L’aumento dei prezzi sugli immobili naturalmente è stato rilevato anche a Milano con una media di richiesta pari a 3700 euro a mq. con una variazione positiva pari al 2,25. Al quartiere Bocconi la richiesta è di 3300 euro, mentre il meno caro è Bicocca con un prezzo pari a circa 2300 euro.

Infine, l’effetto si può costatare anche a Bologna, chi vuole comprare in città nelle zone universitarie deve investire circa 2600 euro al metro quadro, con un aumento del 2,1% rispetto all’anno passato. Nel quartiere San Donato i prezzi crescono a 3300 euro, le più economiche sono invece le zone di San Vitale e Marco Polo con un costo tra i 2200 e i 2400 euro.

Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

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