L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) boccia il mercato del lavoro italiano. Infatti, secondo il rapporto Job Strategy il nostro paese è tra i peggiori industrializzati, secondo i dati riportati dagli indicatori che riflettono anche una crisi dell’occupazione, principalmente femminile, e una crisi economica che ancora stenta a riprendersi.

Calano gli occupati a termine: il mercato di lavoro s’incrina

Cala il numero degli occupati, la disoccupazione durante il biennio considerato dall’Ocse è pari all’11,4% contro la media del 5,9% che invece sarebbe il tetto massimo consentito dai parametri dell’organizzazione. Infatti, con l’11,4% dell’Ocse l’Italia è al secondo posto tra i paesi più problematici dell’europa dopo la Grecia.

Qualità del lavoro: maglia nera per l’Italia

Un altro settore controllato dai parametri dell’Ocse e nei quali l’Italia non sembra brillare è la qualità del lavoro. Infatti, secondo la ricerca sia la diseguaglianza nella distribuzione del reddito sia la qualità sul posto di lavoro è al di sopra della media dell’Ocse. In termini mondiali, l’Italia non è certo la peggiore, perché peggio c’è il Messico, ma sono tanti i paesi (principalmente europei) che invece surclassano il nostro paese. Il problema di questo dato, è dovuto anche all’alto rischio di disoccupazione e ai bassi sussidi.

Livello di stress da lavoro: l’Italia rientra nella media Ocse

L’Italia è in linea con la media dell’Ocse per quanto riguarda invece il livello di stress sul lavoro. Infatti solo un lavoratore su tre dichiara di essere stressato da un carico di lavoro superiore a quello a cui può far fronte.

Disparità di genere: l’Italia al nono posto tra i dati più elevati

La media dell’Ocse è per la disparità di genere tra donna e uomo è del 38%, mentre in Italia il divario tra donna e uomo è pari al 44,3%. In Italia la strada è ancora lunga per riuscire a raggiungere la parità di reddito da lavoro tra uomo e donna, ma nel mondo ci sono stati che offrono dati peggiori, infatti in Corea il divario tra donna e uomo è pari al 62%. Il paese migliore è la Finlandia con un gap del 21%. 

Resilienza e Adattabilità

L’Italia è tra le nazioni peggiori nella media anche per quanto riguarda ad adattabilità e resilienza del mercato del lavoro, che dovrebbero essere fattori essenziali invece per riuscire ad adattarsi a eventuali shock economici e per sfruttare al meglio nuove opportunità. La resilienza è molto utile anche per limitare i costi delle recessioni sul breve periodo. 

Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

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