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Sino al 31 maggio è possibile mettersi in regola e correggere eventuali errori formali che si sono verificati durante la compilazione dei moduli per la pace fiscale. Per riuscire a sanare la propria situazioni si devono versare circa 200 euro per ogni irregolarità che è stata commessa, per evitare delle sanzioni più salate.

Chi provvederà a pagare queste somme, secondo riportato le indicazioni della circolare n.11 del 15 maggio, si avrà più tempo per riuscire a mettersi in regola in caso di ulteriori controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Quali irregolarità si possono sanare?

Con questa sanatoria è possibile regolarizzare diversi errori formali, questi rappresentano gli errori che non incidono sulla determinazione dei versamenti e delle imposte, che possono creare delle difficoltà nel momento in cui il Fisco effettua le sue attività di controllo. Tra questi ad esempio rientrano troviamo: la mancata proroga del contratto di locazione, l’irregolare presentazione dei dati delle fattura, una tenuta irregolare delle scritture contabili, una incompleta o mancata restituzione dei questionari dell’Agenzia delle Entrate. 

La regolarizzazione non è possibile quando sussiste una mancata presentazione delle proprie dichiarazioni fiscali obbligatorie, presentazione omessa del modello F24, mancata presentazione dei modelli indicati per gli studi di settore, le violazioni per le imposte di registro e l’imposta di successione. 

Come rimettersi in regola?

Come accennato per riuscire a sanare la propria situazione è necessario pagare 200 euro per ogni irregolarità che è stata commessa. Il versamento della somma dev’essere effettuata entro il 31 maggio del 2019. Inoltre, è possibile pagare la regolarizzazione o in un’unica soluzione o in due rate, quella finale si può presentare entro il 2 marzo del 2020.

Nel caso in cui, in buona fede, si dimentichi di richiedere il ravvedimento, è possibile comunque provvedere a questo entra 30 giorni dopo il ricevimento della lettera da parte dell’ente. Ad esempio, se si riceve la lettera il 3 luglio 2019, allora l’irregolarità si può rimuovere pagando la somma prevista entro il 2 marzo del 2020.


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Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

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