Il tempo scorre inesorabilmente, ed entro martedì il governo giallo-verde dovrà presentare alla Commissione Europea una nuova bozza di manovra finanziaria sostanzialmente revisionata. Continua ad aleggiare molta incertezza sulle effettive proposte di modifica, nonostante Conte abbia dichiarato qualche giorno fa la volontà di far rientrare il deficit nei ranghi del 2,4 %. Nel frattempo dalla riunione mensile di Ecofin non sono trapelati messaggi incoraggianti: il ministro dell’Economia Tria ha abbandonato la seduta in anticipo senza rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Conte promette di mantenere le promesse

Intervistato ieri sera durante il programma di Giovanni Floris “diMartedì”, il premier Conte ha annunciato che a partire dai primi mesi del 2019 verranno attuati i provvedimenti principe, cavalli di battaglia del governo: il reddito di cittadinanza e la “quota 100”. Sembra che l’intenzione dell’esecutivo sia di andare avanti per la propria strada, per poi correggere il tiro solo in un secondo momento, quando ormai la stizzita Unione Europea aprirà la procedura d’infrazione. Quella che è stata chiamata “la fase due” sembra tanto un gioco al rialzo, fatto per guadagnare ulteriore tempo prima che l’ombra delle sanzioni diventi una realtà. Il piano giallo-verde funzionerà? Per il momento l’unica cosa che sembra veritiera sono i rincari previsti per gli italiani nel 2019.

Secca la risposta di Dombrovskis

Il vicepresidente responsabile per l’Euro, Vadis Dombrovskis, ha affermato senza troppi giri di parole che la Commissione europea sta valutando la possibilità di aprire una procedura per deficit eccessivo contro l’Italia. Con la tipica diplomazia che contraddistingue un funzionario, ha inoltre ribadito che “la Commissione resta aperta al dialogo e alla ricerca di una soluzione, ma in ogni caso servirà una correzione sostanziale della proposta di bilancio italiana”. L’Europa chiede all’Italia un miglioramento dello 0,6 % del deficit strutturale, invece nonostante le correzioni, l’attuale proposta prevede un peggioramento dello 0,8 %. Intanto, tutto ciò si riflette sullo spread che torna a quota 296 punti.

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