investire in ETF

Gli ETF, acronimo di Exchange-Traded Fund, sono una categoria di fondi comuni di investimento, caratterizzati dal fatto che la gestione degli investimenti è, almeno nel caso degli ETF standard, completamente passiva.

Se è la prima volta che ti avvicini a questo tipo di strumento quanto abbiamo appena detto potrebbe risultare non chiaro, anche se messo in relazione a quelli che sono invece i fondi a gestione attiva.

Non c’è motivo di preoccuparti: abbiamo infatti preparato una guida completa ai fondi ETF, che non solo si occuperà di spiegare le differenze con i più comuni fondi di investimento, ma individuerà quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo tipo di soluzione per chi voglia investire i propri capitali.

Se hai sentito parlare di questo tipo di investimenti e vuoi capire se siano o meno lo strumento che fa al caso tuo, sei nel posto giusto. Continua a leggere.

Che cos’è un ETF e come funziona

L’Exchange-Traded Fund è un fondo a gestione passiva e automatizzata. Viene creato replicando 1:1 l’andamento di un qualunque indice o benchmark di riferimento.

Facciamo a scopo di chiarimento l’esempio di un fondo che ha come sottostante l’indice MibTel. Il fondo si preoccupa, con procedure completamente automatiche, di:

  • Mantenere investimenti in ogni titolo che partecipa all’indice in relazione alla sua capitalizzazione.
  • Continuare a calcolare in modo costante il rapporto tra capitalizzazione di un titolo e capitale totale di un indice.
  • Replicare, tramite questi calcoli, acquisti e cessioni in modo perfetto seguendo l’andamento dell’indice di riferimento.

Al contrario di quanto accade con i fondi comuni di investimento, con questa tipologia di investimento abbiamo una gestione del capitale e degli asset del fondo stesso che non vede scelte da parte della società di gestione: sarà un software a calcolare le variabili numeriche che servono a far replicare al fondo in modo perfetto l’andamento dell’indice di riferimento.

Quando si investe dunque in un Exchange-Traded Fund che ha come sottostante il MibTel, è come investire in modo distribuito e in relazione alla capitalizzazione di ogni singolo titolo, su tutte le aziende e sui titoli che compongono l’indice.

Il meccanismo può sembrare complicato per chi non ha mai investito in questo tipo di investimenti o in fondi comuni, ma proseguendo con la guida arriverai a comprenderne non solo il funzionamento, ma anche il tipo di vantaggi che offre a chi, come te, vorrebbe investire in questa particolare forma di titoli.

Gli ETF sono una forma di risparmio gestito

Vale la pena di ricordare in apertura che i fondi di investimento Exchange-Traded Fund sono una forma di risparmio gestito. Questo vuol dire che i capitali conferiti nel fondo non saranno gestiti da noi personalmente (non avremo per intenderci la possibilità di modificare il portafoglio del fondo stesso).

Sarà la gestione, in questo caso automatica, a individuare quali potranno essere le modalità migliori di investimento.

Al risparmio gestito si associano inoltre commissioni di gestione che, nel caso delle gestioni passive e automatiche (come appunto nel caso degli ETF), sono comunque molto basse, almeno se paragonate a quelle delle altre forme di investimento gestito.

Il risparmio gestito ha inoltre il grande vantaggio di mettere a disposizione, anche a chi ha a disposizione capitali molto esigui, di investire in modo differenziato, proteggendosi dunque dai rischi di crollo di un determinato settore o di un determinato mercato.

Anche sulla differenziazione avremo modo di tornare nello specifico più avanti.

Quali sono le caratteristiche più interessanti degli ETF?

Adesso entreremo nel vivo della vicenda, cominciando ad analizzare quali potranno essere i vantaggi dell’investimento in Exchange-Traded Fund per il risparmiatore.

Gli ETF presentano caratteristiche molto interessanti, che dovresti valutare con attenzione prima di rivolgerti a qualunque altro tipo di risparmio gestito: analizziamole una per una.

Gli ETF offrono un investimento differenziato

Gli Exchange-Traded Fund, come d’altronde capita con qualunque tipo di risparmio gestito, offrono la possibilità di partecipare a capitali e portafogli molto differenziati.

All’interno del fondo vengono infatti trattenuti titoli ed investimenti molto variegati, che permettono di mettersi al riparo da eventuali crolli di settore, di comparto o anche dai problemi che una singola azienda potrebbe trovarsi ad affrontare.

La differenziazione è di fondamentale importanza per gli investimenti di medio e lungo periodo ed è, quando parliamo di fondi ETF, di grande estensione.

Un’estensione che è praticamente impossibile da raggiungere a meno che non si abbiano a disposizione dei capitali davvero sostanziosi.

Gli ETF permettono di guadagnare anche da mercati remoti

Immaginate di voler gestire un gruppo di azioni su mercati esotici, come ad esempio il mercato borsistico indonesiano o brasiliano.

Spese enormi, difficoltà di accesso tramite le piattaforme bancarie standard, difficoltà a conferire e liquidare capitali: investire in mercati “lontani” può essere di enorme difficoltà.

Una soluzione a queste problematiche può essere però offerta dagli ETF, che permettono di investire anche in fondi che hanno come benchmark di riferimento mercati esotici.

Chi vuole cercare rendimenti in mercati lontani può trovare negli Exchange-Traded Fund un supporto importante.

Si può investire anche in mercati che hanno minimi di accesso molto alti

Ci sono moltissimi mercati con tagli di contratti che sono molto, troppo alti per chi ha piccoli capitali a disposizione. Pensiamo alle materie prime, che nei contratti diretti richiedono somme di ingresso molto alte, ma anche ai semplici 1.000 euro per un’obbligazione (se non sai di cosa stiamo parlando leggi qui).

Potresti trovarti nelle condizioni di voler acquistare titoli che non potresti permetterti e di poter ovviare dunque ricorrendo agli ETF, i quali hanno costi per quota estremamente bassi. Spesso si può investire anche qualche decina di euro senza troppi problemi!

Gli ETF possono essere liquidati in anticipo

Investire in ETF PetroilI fondi comuni di investimento, Exchange-Traded Fund inclusi, hanno tipicamente una data di scadenza, raggiunta la quale gli asset vengono liquidati e i capitali restituiti agli investitori.

Questo però non vuol dire che dovrai necessariamente aspettare il termine del fondo per ottenere i tuoi soldi. Potrai infatti vendere i tuoi ETF sui mercati di riferimento per portare a casa denaro liquido quando più preferirai.

Gli ETF sono molto liquidi

Il fatto che siano divisi in quote e commercializzati attraverso canali regolamentati rende gli Exchange-Traded Fund particolarmente liquidi. Questo vuol dire che potresti smobilizzare le somme che investi negli ETF in pochi minuti e vedertele riaccreditate sul tuo conto corrente nel giro di poche ore.

Una liquidità che difficilmente può essere garantita da altre forme di investimento e che rappresenta un ulteriore vantaggio di questa straordinaria forma di investimento comune, gestito e differenziato.

Gli ETF possono anche offrire dei rendimenti periodici

Vale la pena di ricordare a questo punto che gli Exchange-Traded Fund, nel caso in cui abbiano come sottostante titoli che distribuiscono cedole con interessi oppure dividendi, possono anche distribuire delle rendite periodiche.

Ad esempio, immagina di aver sottoscritto un ETF che ha come riferimento l’indice NASDAQ e supponiamo che Google, facente parte dell’indice stesso, distribuisca dei dividendi ai propri azionisti.

In tal caso riceverai quei dividendi in relazione alla partecipazione di Google al totale della capitalizzazione del NASDAQ e in relazione alle tue quote.

Gli Exchange-Traded Fund dunque possono essere scelti anche nel caso in cui tu fossi alla ricerca di una forma di investimento in grado di fornirti dei guadagni periodici (seppur di piccola entità), proprio come acquistando delle obbligazioni oppure delle azioni che pagano dividendi.

Cosa sono gli ETF strutturati – prodotti a rischio maggiore

A fianco agli ETF standard, ovvero quelli di cui abbiamo parlato fino ad ora, abbiamo anche gli ETF strutturati, un prodotto finanziario di più recente costituzione e che permette di investire con leva finanziaria, cioè pagando soltanto a margine e andando a coprire eventuali perdite del tuo fondo.

Grazie agli Exchange-Traded Fund strutturati potrai investire in uno strumento molto aggressivo, che abbia comunque una gestione passiva e dunque a basso tasso di commissioni.

Fino all’arrivo di questi particolari strumenti sul mercato, la possibilità di investire ad alto rischio era riservata a chi avesse avuto la possibilità di accedere al mercato dei derivati.

Oggi, ricalcando il loro funzionamento, gli ETF strutturati offrono la possibilità di:

  • Investire somme di piccola entità moltiplicando guadagni e perdite grazie alla leva finanziaria.
  • Avere delle politiche di investimento molto aggressive, pur basate su strumenti che possono essere invece a basso profilo di rischio.

Come funziona la leva finanziaria nel caso degli ETF strutturati

ETF Crud OilGli ETF strutturati permettono, come abbiamo detto, di ricorrere alla leva finanziaria. L’investimento non servirà per acquistare quote, ma piuttosto per coprire soltanto le variazioni di valore del set di asset dell’Exchange-Traded Fund di riferimento.

Questo vuol dire che con capitali molto ridotti si può avere la possibilità di impegnarsi per somme molto più alti, moltiplicando gli andamenti di mercato e correndo rischi che sono, per natura, simili a quelli che potresti correre con i derivati.

Quanto costano in commissioni gli ETF?

Uno degli aspetti più interessanti della questione Exchange-Traded Fund è sicuramente quella dei costi di gestione. Siamo abituati infatti a fondi a gestione attiva che richiedono:

  • Commissioni all’ingresso: ovvero commissioni che devono essere versate semplicemente per il fatto di aver aderito al fondo.
  • Commissioni di gestione: che sono molto alte (in fondi a gestione particolare possono superare facilmente il 3%) e sono dovute anche nel caso in cui il fondo non stia guadagnando.
  • Commissioni sulla rendita: nel caso di performance positiva i fondi a gestione attiva applicano commissioni anche sulla parte di guadagno.

Al contrario, gli ETF offrono la possibilità di accedere ad investimenti comunque gestiti (in maniera passiva) e differenziati, spendendo somme infinitamente più basse.

La proliferazione di Exchange-Traded Fund anche sul mercato italiano ha infatti portato i costi collegati a questo tipo di strumenti di investimento ai minimi storici, ovvero a percentuali che in genere si aggirano tra lo 0,10% e lo 0,20%.

Si tratta dunque di commissioni molto più basse di quelle che vengono richieste non solo dai fondi gestiti, ma anche dalle piattaforme di investimento gestito.

Il primo, innegabile vantaggio, è dunque quello dei costi.

ETF su materie prime

Non esistono soltanto Exchange-Traded Fund basati su indici di borsa o di altri titoli, ma anche strumenti ETF che possono permetterti di investire sulle materie prime.

Gli investimenti in ETF materie prime sono particolarmente interessanti perché permettono di accedere a strumenti che sono in genere preclusi a chi ha capitali esigui da investire.

Così come avviene per gli altri Exchange-Traded Fund, anche quelli sulle materie prime sono caratterizzati da:

  • Andamenti collegati ai principali indici di riferimento.
  • Commissioni molto basse, che vanno dallo 0,19% allo 0,46% per quanto riguarda gli ETF disponibili sul mercato italiano.

Se la tua intenzione è quella di investire sulle materie prime, potrai senza dubbio scegliere gli Exchange-Traded Fund come strumento di ingresso nel mercato.

Non sempre scegliere l’ETF più economico è vantaggioso

Negli ultimi mesi le società di gestione degli Exchange-Traded Fund hanno cominciato a darsi battaglia a colpi di commissioni e hanno portato ad un calo delle stesse in modo diffuso e generalizzato.

L’intenzione delle società di gestione è quella di provare a strappare clienti alla concorrenza, offrendo però, date le commissioni iniziali già molto ridotte, risparmi estremamente marginali, che difficilmente superano lo 0,05%.

In aggiunta, non sempre i costi di commissione sono gli unici di cui tenere conto. Siamo infatti di fronte ad una situazione che vede impegnate altre grandezze di cui tenere conto:

  • La differenza tra buy e ask, ovvero la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto da parte della società di gestione di ogni quota del fondo ETF stesso.
  • Gli eventuali costi di sottoscrizione presso terzi, che potrebbero superare di gran lunga la convenienza costituita dal risparmio sulle commissioni.

Prima di scegliere il proprio Exchange-Traded Fund si dovrebbe dunque cercare di avere un prospetto per quanto possibile completo di tutti i costi coinvolti. Non sempre scegliere fondi apparentemente più economici è la scelta giusta da fare.

Quale ETF scegliere in relazione al nostro profilo di rischio e alle nostre aspettative

Come abbiamo detto ci sono sul mercato diversi tipi di Exchange-Traded Fund, i quali sono concepiti ovviamente per ogni diverso tipo di investitore. Li esamineremo in rassegna rapida, per dare quantomeno delle linee guida per la scelta del prodotto più giusto:

  • ETF Borsa Italiana: si tratta di un prodotto che sebbene non sia a basso rischio presenta sicuramente delle criticità minori rispetto agli altri strumenti che proporremo nel corso di questa mini-guida.
  • ETF Paesi in via di sviluppo: in questa categoria non possono che rientrare gli Exchange-Traded Fund indicizzati su borsa indiana, turca, brasiliana, indonesiana e anche prodotti che hanno come sottostante mercati ancora meno sviluppati. In questo caso i rischi che si corrono sono sicuramente maggiori, ma anche le prospettive di guadagno sono più interessanti.
  • ETF Materie Prime: dipende dall’indice di riferimento, anche se tipicamente parliamo di prodotti che hanno un tasso di volatilità più alto. Gli ETF materie prime sono, come già detto, molto interessanti per chi vuole investire in un mercato che propone in genere tagli minimi molto alti e dunque proibitivi per il piccolo investitore.
  • ETF Oro: il vantaggio che si ottiene non è poi molto alto rispetto agli altri strumenti. Ma diverso è il discorso per chi voglia investire in ETF strutturati, e dunque al margine, su oro e altri preziosi. In questo caso una volatilità comunque media si può però trasformare in una volatilità alta.

ETF a gestione attiva: l’ultima novità dei mercati finanziari

Ti segnaliamo inoltre anche la nascita di ETF a gestione attiva, che ricalcano almeno in parte il funzionamento dei fondi comuni di investimento.

In questo caso l’Exchange-Traded Fund sceglie non solo in relazione all’indice, ma anche in base a composizioni per capitalizzazione, offrendo strumenti ibridi dai costi molto più bassi rispetto ai tradizionali fondi.

Siamo in presenza comunque di strumenti a gestione semi-passiva, dato che la composizione del fondo stesso è precostituita e può essere adeguata soltanto in relazione a regole prestabilite e presenti a statuto.

Gli ETF a gestione attiva sono comunque uno strumento che sta riscuotendo un discreto successo, potendo abbinare politiche più precise e aggressive per l’investimento a commissioni che sono invece comunque basse rispetto ai tradizionali fondi.

Risulta comunque impossibile fare delle considerazioni sul rischio medio insito in questa tipologia di strumenti, dato che a seconda della composizione del fondo ETF a gestione semi-attiva stesso si avranno diversi profili di rischio.

Quanto vengono tassati gli ETF?

Infine così come tutti gli investimenti che non siano PIR oppure non siano obbligazioni emesse da entità statali che non sono in black-list, gli ETF sono tassati al 26% sulla rendita, ovvero sui guadagni che abbiamo conseguito.

Al momento dunque non esistono vantaggi di tipo fiscale che possono interessare chi investe in Exchange-Traded Fund.

Se sei arrivato alla fine di questa guida è perché sei intenzionato a investire e puoi farlo anche se non sei un esperto, l’importante è che tu sia molto informato. Ci sono poi strumenti che ti permettono di iniziare a investire con piccolissime somme (si tratta di 200 $, circa 160 € al cambio attuale) imitando gli investimenti di trader esperti. Curioso? Leggi la nostra guida al Social Trading!


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Laura Magistrale in Marketing e Comunicazione d’Impresa (2004) conseguita a pieni voti presso l’Università degli Studi di Torino e Master di II livello presso la Facoltà di Economia di Torino (2006). Scopri di più su Anna e la redazione qui

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