investire in crowdfunding
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Oggi, fra le tante opzioni di investimento possibili, si può anche investire in crowdfunding, un termine che letteralmente significa “finanziamento dalla folla” ma che in realtà consiste nella possibilità di investire del denaro in progetti di crescita (o perfino nella realizzazione di immobili) sfruttando delle piattaforme digitali di intermediazione, le quali garantiscono piena trasparenza e sicurezza al tuo investimento.

Tuttavia, il bello dell’investire in crowdfunding non è solo per le aziende, che così possono concretizzare un proprio sogno nel cassetto, ma anche per gli investitori.

Guardiamo in faccia chi sono coloro che fanno investimenti crowdfunding: si tratta in genere di piccoli o grandi investitori che vogliono differenziare il proprio portafoglio destinandone una parte ad investimenti ad alto rischio, che decidono di partecipare ad una campagna di raccolta perché attratti dalla ricompensa oppure, in alcuni casi, perché condividono i valori del progetto stesso.

Gli 8 validi motivi per cui investire in crowdfunding

Detto così il discorso potrebbe apparire abbastanza riduttivo. In verità, infatti, i vantaggi di investire in crowdfunding sono molto più ampi. Vediamo quindi insieme nei paragrafi che seguono tutti i motivi per cui conviene investire in crowdfunding.

1. Hai la possibilità di diversificare gli investimenti

Per comprendere l’effettivo vantaggio di poter avere un portafoglio di investimenti diversificato, bisogna prima comprendere come investire in crowdfunding.

Esistono infatti vari tipi di piattaforme di crowdfunding. Ci sono:

  • Le Reward based, in cui le persone che fanno la donazione ricevono in cambio una ricompensa, solitamente il prodotto stesso per cui hanno effettuato l’investimento;
  • Le Lending based, considerate in tutto e per tutto come piattaforme di microprestiti fra persone e imprese dove il guadagno è rappresentato dalla restituzione del capitale maggiorato degli interessi;
  • Le Equity based, dove in cambio delle somme versate il finanziatore ottiene la partecipazione al capitale sociale dell’impresa diventandone socio a tutti gli effetti;
  • Le piattaforme ibride che ammettono vari tipi di ricompensa;
  • Infine, le Donation based, in cui non sono previste ricompense e sono usate di solito dalle associazioni non profit.

2. C’è piena trasparenza delle informazioni

Le piattaforme di crowdfunding di qualunque tipo siano offrono una visione d’insieme sia delle società offerenti sia del progetto su cui investire che ti permette di avere le idee chiare sia sulle opportunità sia sui rischi che corri.

A monte poi della pubblicazione delle varie offerte da parte delle diverse piattaforme, c’è un lavoro di analisi e di monitoraggio che tiene conto sia della stabilità dell’azienda sia della validità del progetto sia in termini economici e, nel caso dell’Impact Investing, vale a dire il Crowfunding in progetti ad alto impatto sociale, anche in termini di sostenibilità ambientale e/o sociale.

3. Investire in crowdfunding è il modo più semplice per investire in startup o in immobili

Dire che investire in crowdfunding sia facile ovviamente ti metterebbe sulla cattiva strada. Ci sono infatti molte cose da prendere in considerazione e dovrai documentarti al massimo per prendere la tua decisione.

Tuttavia se hai deciso di diventare un Angel Investor per qualcuno ma non hai nessuna esperienza, di sicuro sei molto più facilitato a farlo su una piattaforma del genere, anziché farlo da solo!

Sulle piattaforme di crowdfunding trovi infatti tutti le informazioni che ti servono sul progetto e sull’azienda e trovi anche gli strumenti per effettuare le transazioni necessari a concretizzare l’ordine d’investimento in modo rapido, sicuro e senza rischi.

Alcune di queste prevedono, ad esempio, la creazione di un conto deposito o conto di pagamento che vede la collaborazione di un partner finanziario importante che garantisce ulteriormente la sicurezza del tuo investimento.

4. Investire in crowdfunding ha costi (quasi) pari a zero

Non ci crederai ma la maggior parte delle piattaforme Crowdfunding non applica alcun costo sull’investitore. A pagare una commissione sono, in genere, le società offerenti, soprattutto nel caso dell’Equity.

Solo nel Crowdlending può essere talvolta applicata all’investitore una (piccola) commissione su ogni rata incassata mentre nel Crowdfunding Immobiliare può esserne prevista una quota una tantum da pagare. Tutto qui! Niente a che vedere quindi con i costi esorbitanti di banche e società finanziarie.

Tutto questo poi solo se l’investimento si concretizza. Infatti, se a fine raccolta, la società offerente non ottiene l’importo stabilito, le somme stanziate tornano immediatamente sui conti degli investitori, senza che vi sia stato sottratto un solo euro.

Infine, per restare in tema di rapporti con le banche, non è neppure necessario che tu abbia “le giuste connessioni”. Le campagne di raccolta sono accessibili a tutti, l’unica connessione che bisogna vere è quella internet (insieme ovviamente ad un quantitativo minimo di soldi da investire). Niente di più, niente di meno.

5. Sono previsti degli incentivi fiscali

Veniamo ora ad uno dei motivi per cui guadagnare con il crowdfunding potrebbe sembrarti ancora più dolce: gli sgravi fiscali.

Investire in progetti innovativi portati avanti da Start Up o PMI innovative tramite il meccanismo dell’Equity Crowdfunding ti dà diritto da una riduzione delle imposte che, nel caso di persone fisiche, corrisponde ad detrazione IRPEF pari al 30% di quanto investito, per un importo massimo pari a euro 1.000.000 annui e l’obbligo di mantenimento dell’investimento per un minimo di 3 anni.

Nel caso di persone giuridiche, invece, si applica una deduzione dall’imponibile IRES pari al 30% di quanto investito, per un importo massimo pari a euro 1.800.000 annui e l’obbligo di mantenimento dell’investimento per un minimo di 3 anni. Niente male davvero, non trovi?

6. Investire in crowdfunding significa anche investire a partire da piccole cifre

Non importa quanti soldi hai da investire, ci sono sempre opportunità per diventare investitore tramite il crowdfunding! Le piattaforme di crowdfunding hanno infatti limiti minimi estremamente accessibili, a volte partono perfino da 20 o 50 euro.

Ad esempio se decidi di investire nel crowdfunding immobiliare puoi aggiudicarti un investimento redditizio nel mattone anche con cifre intorno ai 100 euro! Incredibile, non ti pare? Una vera piccola rivoluzione nel mondo del Real Estate che permette a molte più persone di investire in immobili.

7. C’è un approccio non burocratico

I portali di Crowdfunding hanno trasformato il processo di investimento in un’attività molto più smart rispetto alla finanza tradizionale.

Attenzione, questo non significa che la burocrazia sia sparita del tutto: anche qui dovrai fornire i tuoi dati, caricare le foto dei tuoi documenti e in alcuni casi perfino farti un selfie con la carta di identità in mano per mostrare che sei proprio tu ad erogare il denaro.

Il più delle volte sarà anche indispensabile avere un conto corrente oppure una carta di credito per poter effettuare le transazioni necessarie.

Tuttavia, gli step da compiere sono sicuramente improntati su un approccio molto meno burocratico, in cui sì, si dà comunque importanza al fatto di avere alcune credenziali, ma senza trasformare tutto questo in barriere inutili e insormontabili che non fanno altro che fare da freno allo sviluppo.

8. Investire in crowdfunding significa poter supportare le startup innovative

Veniamo ora ad un vantaggio dell’investire in crowdfunding che non riguarda solo gli investitori, ma anche coloro che ottengono i finanziamenti o prestiti e, a dirla tutta, l’intera società.

Sono ormai tantissimi i progetti di Start Up innovative che hanno potuto vedere la luce grazie al Crowdfunding. Alcuni di questi non avrebbero mai potuto accedere al sistema bancario e avrebbero finito con l’essere messi da parte, invece oggi sono diventati realtà e contribuiscono a migliorare la vita di tante persone.

Tiriamo le somme: investire in crowdfunding conviene o no?

Certo, tutto questo che ho appena detto non significa che i finanziatori di Crowdfunding siano delle fatine che aiutano a realizzare i sogni, assolutamente no! Quello che in realtà fa emergere questo dato è che, secondo me, il lavoro delle piattaforme di Crowdfunding almeno fino ad oggi è stato fatto bene.

Questo significa in altre parole che:

  1. I progetti da finanziare sono ottimamente selezionati;
  2. Le società offerenti sono opportunamente vagliate;
  3. Le informazioni fornite agli investitori sui progetti sono sufficientemente ampie e trasparenti;
  4. La selezione dei criteri di adesione alle campagne di raccolta non sono così restrittive da mettere dei blocchi in entrata a nessuno, ma neanche così libertarie da costituire un pericolo o un rischio per le aziende o per gli investitori stessi.

Tutto questo ci fa ben sperare che investire in crowdfunding sia l’investimento più trendy, redditizio e sicuro del prossimo futuro. Almeno fino a che non sarà soppiantato da qualcosa di ancora più innovativo.

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Redazione di Supercoin
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