Pare che dalla prossima settimana molti italiani potranno chiudere i conti (e non solo metaforicamente!) con Equitalia e il rompicapo della rateizzazione del debito. Secondo quanto previsto dalla tanto discussa manovra fiscale, da martedì 13 si potrà aderire a quella che è stata soprannominata “sanatoria flash“.

A chi si rivolge il provvedimento?

Sarà possibile sanare tutti gli atti d’invito al contraddittorio, ed eventuali contributi notificati antecedentemente il 24 ottobre 2018. Rientrano anche in questa prima applicazione della “pace fiscalegli accertamenti con adesione sottoscritti fino all’entrata in vigore del decreto, ma non ancora perfezionati, ovvero quelli per i quali, alla predetta data non è stato effettuato il versamento,  e non sono ancora decorsi i venti giorni previsti per il perfezionamento. Inoltre, la sanatoria è valida anche per gli avvisi di accertamento, e di rettifica e di liquidazione notificati sempre prima del 24 ottobre, ma non impugnati e ancora impugnabili. Ultimi elementi sanabili sono invece gli atti di recupero dei crediti indebitamente utilizzati, purché non si siano resi definitivi e non siano stati impugnati.

Quando e come pagare

In base alla tipologia di atto notificato si avrà tempo fino al 13 novembre (accertamento con adesione) oppure fino al 23 (invito al contraddittorio e avviso di accertamento, di rettifica, o liquidazione, e atto di recupero credito) per versare l’importo dovuto privo di sanzioni ed interessi. Il versamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione oppure si potrà optare per massimo venti rate trimestrali de pagare entro l’ultimo giorno di ogni trimestre. Nel caso si scegliesse la dilazione del pagamento, le rate successive alla prime saranno soggette all’onere di interessi legali, i quali inizieranno a maturare dal termine della prima rata.

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