L’indice generale dei prezzi al consumo accelera e raggiunge l’1,1% annui a febbraio, con un aumento dello 0,2% rispetto al mese di gennaio.

L’inflazione riparte e si fa sentire sopratutto sul carrello della spesa, infatti a febbraio si denota un aumento dei prezzi principalmente nel comparto verdura e frutta. Secondo i dati riportati dall’Istat, anche se provvisori, l’indice dei prezzi al consumo è salito del due percento su base mensile e dell’1,1% su base annua.

I beni non lavorati spingono l’accelerazione dell’inflazione

L’istituto spiega che sono proprio i prezzi di quei beni alimentari non lavorati a portare a un accelerazione dei costi. Considerando il netto delle voci volatili, tra le quali si trova anche l’energia, l’inflazione di fondo prevede una stabilità dello 0,5%.

La lieve accelerazione dell’inflazione a febbraio però si fa sentire principalmente sui prezzi che vengono applicati ai beni alimentari lavorati, con un aumento dell’1,2% e non lavorati con un aumento tra l’1,7% e il 3,7%. Altra fonte dell’aumento dei prezzi è dato dall’energia e dai tabacchi che costano più rispetto al 2018. Invece in calo troviamo il settore dei trasporti e quello delle comunicazioni.

Più acquisti ai discount e attenzione al carrello della spesa

Le voci che interessano di più i consumatori, secondo quanto riportato dall’Istat, sono quelle in campo alimentare, i saponi e i detersivi. L’effetto del caro frutta&verdura ha portato a un aumento del carrello della spesa e gli aumenti passano dallo 0,6% di gennaio al 2,1% di febbraio. I vegetali freschi hanno un costo del 18,5% in più rispetto l’anno scorso.

Anche l’Ismea poche settimane fa aveva segnalato la presenza di un aumento dei prezzi dei vegetali nel mese di gennaio, complici sicuramente anche il mal tempo e le gelate che si erano verificate nel centro sud. L’Ismea ha denotato degli incrementi sul mercato generale del 90% su base annua per i cavolfiori, l’82% per l’insalata di tipo indivia, il 63% per la lattuga mentre il 59% sul prezzo dei carciofi. Infine, l’aumento più alto è sui finocchi con un costo superiore del 116%. Questi rincari adesso sono arrivati anche per i consumatori finali.





Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

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