L’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che mette a confronto le varie politiche dei paesi aventi in comune un’economia di mercato per trovare soluzioni alle problematiche comuni con lo scopo di migliorare e la situazione economica e finanziaria degli stati comunitari, ha sviluppato un altro report negativo per il nostro paese dopo quello relativo al mercato del lavoro in cui risulta che l’Italia sarebbe il secondo paese in Europa ad avere il cuneo fiscale più alto.

Maggiormente penalizzate sono le famiglie monoreddito con figli a carico, in questi casi infatti il cuneo nel 2018 ha raggiunto una percentuale di 39,1% percentuale ben lontana dalla media Ocse (26,6%).

È importante anche evidenziare però che per le famiglie monoreddito, cioè quelle che percepiscono un solo stipendio e che possono godere delle detrazioni fiscali per i propri figli, la percentuale del netto è all’80,1% del lordo avendo 2 figli a carico. Percentuale anche questa volta che si allontana dalla media Ocse pari all’85,6%.

Situazione differente per i lavoratori single

Per i lavoratori single invece il cuneo fiscale è ben differente, anche in questo caso l’Italia si colloca tra le prime posizioni terza dopo il Belgio e la Germania, con una percentuale, al 2018 del 47,9%, lievemente in aumento rispetto all’anno precedente, ma anche in questa circostanza ben lontana dalla media europea pari al 36,1%.

È possibile notare dunque che i lavoratori single italiani percepiscono il 68,8% del loro salario lordo, percentuale non molto rassicurante vista la media Ocse del 74,5%, relativa all’anno 2018.

Fanalino di coda

Ancora una volta l’Italia si trova in una situazione di svantaggio rispetto agli altri paesi europei, ancora una volta ad inseguire, in questo caso l’ambito riguarda la tassazione sul lavoro che invece di favorire i lavoratori li danneggia, con ripercussioni che si riversano quindi anche sull’economia del paese.

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