app bank




Una ricerca di Eset mette in allarme i consumatori da una minaccia spesso sottovalutata: le false applicazioni bancarie pensate per i dispositivi Android. Come riportato dagli esperti della Eset, multinazionale con base a Bratislava, queste applicazioni si presentano come app finanziarie legittime, ma in realtà non lo sono!

App finanziarie fittizie per rubare dati, denaro e conti bancari

Le applicazioni bancarie illegittime si presentano inizialmente come app di tutto rispetto, ossia delle quali è possibile fidarsi, ma in realtà non è così. Queste applicazioni infatti sono pensate per riuscire a rubare alle vittime: denaro dal conto corrente bancario, le credenziali e anche le informazioni personali. Questa nuova tecnica, anche non eccessivamente avanzata in termini di frode informativa, presenta comunque delle caratteristiche strategiche che la rendono comparabile a virus e malware sofisticati come ad esempio i trojan bancari.

Il rischio delle app fake peggiore dei trojan bancari

L’analisi condotta dai ricercatori di Eset, ha rilevato in tutto due tipi di frode differenti entrambi presenti nello store ufficiale di Google Play sempre legate alle applicazioni bancarie fake. Secondo questi, le app bancarie fake sono il modo migliore per i cybercriminali di ottenere vantaggi che con i semplici trojan bancari non riescono ad ottenere. Infatti, il principale punto a “favore” di queste applicazioni è l’estrema somiglianza con le applicazioni bancarie legittime. 

Quando poi gli utenti “cadono” nella frode e installano l’applicazione fittizia sul loro smartphone, diventa altissima la probabilità che considerando legittima la schermata con la richiesta di accesso all’applicazione, inviino le proprie credenziali. Inoltre, a differenza dei trojan bancari non vengono richiesti permessi aggiuntivi che possano insospettire l’utente, queste app sono anche difficilmente rilevabili dai software antivirus, che cercano di solito un determinato tipo di trojan. Gli esperti di Eset dunque consigliano gli utenti di aggiornare con costanza il proprio dispositivo, di disabilitare l’opzione “installazione di app da fonti sconosciuti” e di diffidare dalle applicazioni bancarie non riconosciute.





Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here