Zte non sembra proprio sentire il peso della guerra dei dazi tra la Cina e l’amministrazione Trump. Per il terzo anno consecutivo, l’azienda che si occupa di soluzioni tecnologiche per il mobile, per le imprese e i consumatori, è stata inserita nel rapporto “The 2018 Global Innovation 1000 study“. Lo studio è promosso da Pwc, società internazionale leader nella consulenza strategica.

Zte ottiene un ottimo paziamento

Pwc ha inserito l’azienda cinese al 77esimo posto nella classifica degli innovatori globali. Per determinare le posizioni, lo studio si basa sull’analisi degli investimenti delle mille maggiori società quotate in borsa presenti nel mondo. Tra queste vengono tenute in considerazione quelle che hanno principalmente investito in ricerca e sviluppo fino al 30 giugno 2018.

Zte non è però un caso isolato. Ben 134 aziende cinesi sono annoverate tra le prime mille aziende “divulgatrici” in innovazione. Rispetto al 2017 sono aumentate del 34,4 %, che confrontando i dati, significa il triplo delle presenze del 2016.

I dati trimestrali

I valori sono espressi in Renminbi (RMB), termine utilizzato come sinonimo dello yuan. Durante i primi 9 mesi del 2018 le spese in ricerca e sviluppo si sono attestate su 8,5 miliardi di RMB (più di un miliardo di euro), registrando un aumento del 2,5 % su base annua. Solo nel terzo trimestre, le spese per ricerca e sviluppo hanno sfiorato i 3.47 miliardi di RMB (440 milioni di euro), surclassando l’anno precedente con un + 6,7 %.

Zte non è altro che uno degli esempi in grado di confermare la medesima tendenza: nonostante le vicissitudini e gli attriti commerciali, le aziende cinesi continuano ad essere quelle che investono maggiormente in innovazione.

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