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I dati pubblicati ieri, durante il giorno della liberazione italiana, hanno messo a nudo la fragilità del lavoro italiano e anche del mercato, che rischia di finire di nuovo sotto pressione con l’economia che torna nuovamente in situazione di stallo.

Da una parte troviamo l’Ocse che rileva quanto sia alta in Italia la quota dei sottoccupati, mentre un fattore che denota incertezza insieme ad un’incidenza del lavoro atipico. D’altra parte l’Eurostat ci mette in fondo alla graduatoria per il tasso d’impiego, portandoci lontani dagli obbiettivi prefissati invece, per paesi come l’Italia, dall’Unione Europea.

I giovani sono i più penalizzati

La quota di coloro che dichiarano di lavorare meno di quanto in realtà vorrebbero, tra i lavoratori dipendenti balza tra il 2006 e il 2017 del 5,6% sino al 12,2% contro la media dell’Ocse del 2017 del 5,4%. I giovani sono molto più penalizzati. Infatti, l’Italia è al secondo posto, solo dopo la Spagna, con un aumento del 12,3% dei giovani che si dichiarano sottocupati tra il 2006 e il 2017, contro il 6,5% dei lavoratori tra i 25 e i 54 anni, con il 4,8% in più dei lavoratori anziani. Inoltre, la categoria che soffre di più sono in particolar modo le donne. 

Il lavoro italiano in situazione di estrema fragilità a causa della tecnologia

Guardando al futuro, uno dei temi che viene toccato di più nell’ambito del lavoro sono le trasformazioni tecnologiche che dominano questo scenario, e anche in questo i timori sono molto ben fondati. Infatti, è vero che in realtà siamo in linea con il resto delle nazioni che sono economicamente minacciate dall’avanzamento tecnologico. Infatti, per tutte le economie avanzate il numero di lavoratori che rischia il posto di lavoro a causa dell’automazione è di circa il 14%. Anche se in linea con le altre nazioni, il nostro sistema di formazione però è al quanto carente e non è attrezzato per le sfide del futuro. Infatti, solo il 20,1% degli adulti in Italia hanno partecipato a dei programmi di formazione professionale nell’anno che precede la rilevazione.


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Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

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