Secondo i dati dell’Eurostat, le donne manager o al comando di un’impresa sono solo il 36% in Europa, ancora più preoccupante il divario in Italia, dove le donne in posizioni di comando rappresentano solo il 29%. Nei consigli d’amministrazione l’Italia presenta invece il 36% delle donne al loro interno, mentre le donne excutive precipitano al 9%.

In Europa più uomini al comando a discapito delle donne

I dati riportati dall’Eurostat sono molto netti e ci fanno vedere come siano solo 36 le donne su 100 manager. Se si considera le società quotate in borsa, allora la percentuale scende ancora di più in quando diventano il 27% le donne quando si parla di membri del consiglio delle società quotate, e solo il 17% quando si parla di senior executives.

In Italia, il quadro si differenzia in base alla categoria che si visualizza. Infatti, l’universo dei manager, relega l’Italia agli ultimi posti con un’incidenza delle donne al “potere” del 29%. Mentre se si considerano le donne in posizione excutive queste sono solo il 9%.

La nostra posizione in graduatoria cambia invece per quanto riguarda la presenza delle donne nei consigli d’amministrazione dei grandi paesi. Infatti, in questo campo siamo secondi solo alla Francia e le donne riescono a raggiungere il 36% dei posti a disposizione. 

Come migliorare la presenza delle donne nel top management?

Sicuramente, nel tempo la presenza delle donne nelle aziende è aumentata, grazie anche alcune leggi che hanno imposto la presenza di almeno una donna nei cda, ad esempio negli assetti delle società quotate in borsa. Le leggi però non bastano, serve anche impegno da parte delle donne che lavorano al momento come top manager e che vogliono sostenere il raggiungimento di questo obbiettivo anche per altre quote rosa.

Ad esempio, al momento c’è una proposta che prende il nome di Valore D, sostenuto già da più di 130 CEO. Naturalmente, oltre all’impegno delle donne manager, è necessario anche che le aziende possano adottare sempre più politiche dedite all’inclusione e alla diversità. Solo con una nuova ottica, nel quale le donne hanno pari diritti degli uomini, e gli stereotipi di genere vengono abbattuti, allora si può ottenere un cambiamento. 

Silvia Faenza
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso all'interno di un'agenzia di Marketing farmaceutico, approdando l'anno dopo nel mondo della scrittura e dell'editing per il web. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti in ambito business e personal finance. Scopri di più sulla redazione qui

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here