prescrizione tarsu, pagamento tarsu, tarsu in prescrizione
data-full-width-responsive="true">



Cerchi informazioni sulla prescrizione della Tarsu? Sei nel posto giusto!

La Tarsu che oggi prende il nuovo nome di TARI è la tassa per lo smaltimento dei rifiuti.

Questa viene gestita dal Comune che annualmente invia ai proprietari di uno o più immobili o agli affittuari il bollettino per il pagamento della tassa, solitamente consegnato da un messo comunale o tramite servizio postale.

Ma cosa succede quando non si paga questa tassa nei tempi previsti? Quando avviene la prescrizione tassa rifiuti? Scopriamo insieme quando avviene la tassa smaltimento rifiuti prescrizione e come funziona.

Prescrizione Tarsu: quanto dopo tempo avviene?

La Tarsu prescrizione avviene nel momento in cui non si è pagata la tassa sui rifiuti ma non si sono ricevute notifiche o accertamenti in merito per un periodo pari a 5 anni.

Il periodo per l’accertamento per la prescrizione della Tarsu dev’essere viene calcolato dal giorno in cui è dovuto il tributo. Se invece si è ricevuta una notifica dal Comune allora per la prescrizione devono intercorrere 5 anni da quando è arrivata l’ultima raccomandata.

Per le tasse rifiuti prescrizione viene attuata con la formula breve come previsto e ribadito anche dalla Corte di Cassazione con la sentenza effettuata durante la data del 23 febbraio 2010.

Questa sentenza è servita per riuscire a confermare legalmente cosa previsto o meno dalla legge in merito alla prescrizione dei debiti comunali.

Quindi, secondo la tassazione, tutti i tributi e le imposte locali sono di carattere periodico e soggette alla prescrizione breve pari a 5 anni, applicando l’ex articolo 2948 del Codice Civile.

Notifiche ed eventuale decadenza della Tarsu

Dopo l’arrivo della bolletta se non viene pagata la Tarsu, successivamente il comune dovrebbe inviare al contribuente uno o più avvisi di notifica per l’accertamento del pagamento.

Dato che per la Tarsu è prevista la prescrizione quinquennale, il Comune quindi deve obbligatoriamente inviare la notifica entro cinque anni dopo quello in cui sarebbe dovuto avvenire il regolare pagamento.

L’invio della notifica pero, può avvenire anche entro il 31 dicembre del quinto anno dopo il ricevimento del primo avviso di pagamento, quindi se dopo un anno si è ricevuto un’intimazione dall’ente di riscossione, il conteggio quinquennale parte da questo e non dalla data del ricevimento della Tarsu.

Le sanzioni amministrative e di conseguenza la richiesta di pagamento della Tari dopo i termini di prescrizione dunque non è lecita, ma se ciò avviene il cittadino può contestare il pagamento, evitando sia la sanzione che la corrispondenza del debito pregresso.

Quindi facciamo un esempio pratico: se il bollettino regolare della Tarsu è arrivato nel 2012 e non si è pagato, il Comune può richiedere il pagamento entro il 31 dicembre del 2017. Se ciò non avviene il debito è prescritto e quindi ci si può opporre nel caso la notifica di pagamento giunga dopo la data prevista (per esempio il 3 dicembre 2018).

Nel caso in cui invece dopo il bollettino regolare non pagato nel 2012, arriva la notifica dell’ente di riscossione nel 2013, allora la richiesta di pagamento potrà avvenire regolarmente entro il 31 dicembre del 2018, nel caso ciò non avvenga allora ci si potrà opporre come previsto dalla legge.

Prescrizione pagamento mora per dichiarazione Tarsu infedele o errata e in caso di mancata denuncia

Il Comune potrebbe richiedere al cittadino anche un pagamento aggiuntivo alla Tarsu corrisposta sino a quel momento, quando è stata effettuata una denuncia sulla metratura dell’immobile o sul numero degli abitanti infedele o incompleta.

In questo caso, il Comune può appellarsi e richiedere gli arretrati calcolati sull’effettiva metratura e numero di abitanti dell’immobile entro tre anni dall’ultima bolletta per la tassa dell’immondizia inviata.

Passati questi termini la richiesta cade in prescrizione e quindi il cittadino può esimersi dal pagamento della mora.

Facciamo un esempio: se nel 2013 il cittadino ha dichiarato una metratura di 90 mq, ma un controllo successivo fatto dal Comune ha rilevato una casa di 120 mq. Il Comune potrà richiedere il surplus dovuto per quei 30 metri quadri entro il 2016, se la notifica invece arriva nel 2017 questa è caduta in prescrizione e quindi ci si può opporre.

In ogni caso, il Comune potrà richiedere per gli anni che non rientrano nei tempi di prescrizione il surplus dovuto e il pagamento della relativa mora per “falsa o errata dichiarazione”.

Quando invece il cittadino non denuncia la residenza e quindi non si paga la Tarsu (Tari oggi) del tutto, il Comune potrà rivalersi sul debito del cittadino entro 4 anni dalla “scoperta” dell’illecito.

Quando avviene l’iscrizione a Ruolo all’ente di riscossione della Tarsu?

Quando avviene l’iscrizione a ruolo della Tarsu? Una volta che l’ente ha accertato che non è avvenuto il pagamento della tassa sui rifiuti, l’ente preposto procede all’iscrizione del credito a ruolo.

I termini per l’iscrizione a ruolo prevedono che questo sia notificato entro un anno da quando il tributo è dovuto. Se non avviene entro un anno la notifica dell’iscrizione a ruolo da parte della Soget oppure dell’Agenzia delle Entrate e di Riscossione, allora la decadenza viene eccepita in ogni caso.

Quando invece arriva l’iscrizione a ruolo, allora l’Agenzia delle Entrate e di Riscossione deve notificare obbligatoriamente la cartella esattoriale al debitore. La notifica deve avvenire secondo quanto previsto dalla Finanziaria del 2007 entro il terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento diviene definitivo.

Se ciò non avviene allora ci sarà la decadenza dell’atto entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui è stato considerato definitivo l’accertamento.

Se invece l’iscrizione a ruolo viene effettuata entro l’anno, dopo il dovuto pagamento, e notificata correttamente al cittadino, i tempi per la prescrizione rimangono di 5 anni dall’avvenuta ricezione della cartella esattoriale.

Cosa fare quando il Comune non notifica per tempo la Tarsu?

Quando il Comune o l’ente di riscossione non effettua la notifica per tempo, ma lo fa successivamente ai tempi prescritti è possibile contestare la cartella ricevuta.

In questo caso si fa fede alla decadenza intervenuta per mancanza di comunicazioni da parte degli enti preposti, che quindi non possono più procedere all’iscrizione a ruolo del credito e di conseguenza utilizzare come mezzo la riscossione coattiva.

La contestazione dev’essere effettuata mediante un ricorso da presentare all’autorità giudiziaria competente, quindi bisogna rivolgersi a un avvocato che proceda innanzitutto al controllo degli effettivi presupposti della contestazione.

Fatto ciò se questi sussistono, l’avvocato procederà alla risoluzione e cancellazione del debito contratto dal cittadino con il Comune.

Sei alla ricerca di qualche dritta per ridurre i consumi? Scopri Come Risparmiare in Casa Grazie a 22 Trucchi Geniali e Infallibili!


Entra a far parte del Club Supercoin. E’ Gratis!

Ottieni l’accesso a contenuti esclusivi via mail e qui sul sito con consigli pratici e immediatamente applicabili sui soldi.

Clicca qui sotto e rispondi a poche semplici domande.







Redazione di Supercoin
Ciao, sono Supercoin, il supereroe che lotta ogni giorni per salvare i tuoi soldi! Un salvadanaio che, come Clark Kent, si è travestito da eroe ed è in missione per fornirti chiarezza per tutte le decisioni finanziarie. Perché tutti abbiamo diritto ad essere informati correttamente su ciò che fa parte della nostra vita quotidiana: i soldi. Leggi chi scrive a mio nome!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here