prestito infruttifero
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Il prestito di denaro tra privati è un’attività che esiste da prima della nascita di banche e finanziarie. In questo articolo, ti voglio parlare di un tipo particolare di prestito, vale a dire il prestito infruttifero o prestito senza interessi.


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Si tratta, in genere, di un prestito tra privati che riguarda prevalentemente familiari, amici o soci di attività commerciali.

Per conoscerne meglio tutte le caratteristiche del prestito infruttifero ti consiglio quindi di leggere con attenzione i paragrafi che seguono.

Cosa significa prestito infruttifero

Inizio col dire che il prestito infruttifero è un particolare tipo di prestito tra familiari o conoscenti che non comporta il pagamento di interessi.

Ciononostante, la somma prestata va comunque restituita, ecco perché come sinonimo di prestito infruttifero si possono utilizzare le espressioni mutuo infruttifero, mutuo senza interessi o mutuo grazioso.

Altre caratteristiche principali del prestito infruttifero tra privati sono la sua occasionalità, in quanto non si tratta di finanziamenti ricorrenti ma una tantum, e il fatto che di solito il passaggio di denaro viene sancito da un documento scritto controfirmato da entrambe le parti.

Si parla in tal caso di scrittura privata prestito infruttifero che è vincolante per entrambe le parti.

Come funziona il prestito infruttifero

Un’altra delle cose importanti da sapere circa il prestito infruttifero tra parenti è che, se avviene in contanti, la somma massima concedibile è pari a 3.000 euro.

Nel caso di somme maggiori, è invece preferibile utilizzare uno strumento di pagamento tracciabile come il bonifico bancario o l’assegno.

In tal caso, è importante utilizzare come dicitura all’interno della causale dell’assegno o del bonifico la voce “prestito infruttifero a favore di” al fine di non incorrere in problemi con il fisco o con la legge (ad esempio, per non destare sospetti che si tratti non di un prestito ma di riciclaggio di denaro derivante da attività illecita).

Non essendo presenti interessi, la restituzione prestito infruttifero avviene senza alcuna maggiorazione per il beneficiario perché, in caso contrario, si tratterebbe di un prestito fruttifero o con interessi.

È bene notare anche che, quando le somme prestate sono restituite a rate, allora si parla a tutti gli effetti di mutuo infruttifero. Importo e modalità di restituzione delle rate devono ovviamente essere descritti all’interno della scrittura privata che sancisce l’erogazione del finanziamento.

Accorgimenti da tenere nei confronti del fisco

Un altro dei motivi per cui a volte potresti essere tentato di ricorrere al prestito infruttifero tra familiari è che questa modalità di finanziamento non va indicata nella dichiarazione dei redditi.

Al contrario, quando il prestito prevede il pagamento di interessi, è sempre necessario denunciare la sua stipula al fisco.

Questo è un motivo ulteriore per documentare il passaggio di denaro tramite una scrittura privata in cui siano inseriti tutti i dati relativi all’operazione quali:

  • Dati anagrafici sia di chi eroga la somma, sia di chi beneficia del prestito;
  • Importo del prestito;
  • Modalità e tempi di restituzione della somma;
  • Eventuali altri clausole a tutela sia di colui che eroga, sia di colui che riceve il prestito.

Da notare che la sottoscrizione di una scrittura privata prestito infruttifero tutela:

  • Chi elargisce il prestito che, in caso di accertamento fiscale, potrà fornire una prova certa che si è trattato di un finanziamento senza interessi;
  • Chi riceve il prestito che, a sua volta, potrà dimostrare la provenienza del denaro ricevuto, evitando che possa venire considerato come reddito non dichiarato, dunque tassabile.

Il dpr 600 del 1973 stabilisce, infatti, che ogni versamento sul proprio conto corrente debba essere considerato preventivamente come un reddito o un ricavo, a meno che il contribuente non sia in grado di dimostrare con prove documentali inequivocabili che si è trattato invece di una donazione, un regalo o un prestito infruttifero, dunque non tassabile.

Come tutelarti se scegli di sottoscrivere questo tipo di prestito

Se sei arrivato fino a qui già sai che per sottoscrivere un prestito infruttifero è importante ricorrere ad una scrittura privata fra le parti.

Già, ma appunto perché “privata”, questo tipo di documentazione non comporta l’intervento di una figura terza come ad esempio un avvocato o un notaio che possano comprovare la validità di tutta l’operazione.

Come ovviare allora a questo problema?

La soluzione in questo caso è molto semplice: procedere allo scambio della documentazione fra le due parti coinvolte attraverso lo strumento della raccomandata con ricevuta di ritorno.

In pratica, chi elargisce la somma, prima di procedere al bonifico, invierà una raccomandata A/R al beneficiario contenente la scrittura privata del prestito infruttifero da lui firmata; una volta ricevuta tale documentazione, il beneficiario invierà a sua volta con lo stesso metodo al suo benefattore la scrittura controfirmata.

In questo modo, sul documento sarà ben visibile anche una data certa dell’operazione sulla cui veridicità e neppure l’agenzia delle entrate potrà avere dubbi!

Differenza fra donazione e prestito infruttifero

Come dice la parola, il prestito infruttifero, pur essendo senza interessi, è comunque un prestito, dunque come tale va restituito.

Usando una terminologia tecnica, un prestito infruttifero ha sia un movimento di entrata (elargizione della somma) sia uno in uscita (restituzione della stessa) che va a chiudere l’intera operazione.

Questo secondo movimento (restituzione) è assente qualora invece di un prestito il ricevente o beneficiario avesse ottenuto una donazione o una regalia. In tal caso, infatti, non solo non sono previsti interessi, ma neppure è contemplata la restituzione della somma elargita.

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