Sono scattate le nuove sanzioni degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran. A causa di questa presa di posizione e imposizione di dazi, il paese sta soffrendo una crisi economica non indifferente. Il riyal, la moneta nazionale iraniana è stata deprezzata del 50% rispetto al dollaro statunitense, sale l’inflazione, aumenta il mercato nero e dilaga la corruzione.

Inoltre chi possiede maggiori liquidi sta cercando di comprare più oro possibile, che non sortisce gli effetti dell’inflazione e che permette loro di mantenere una buona liquidità economica, nonostante i devastanti effetti delle sanzioni. Le nuove imposte degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran, però non sortiscono effetti negativi solo all’interno del paese ma questi si presentano anche per i partner commerciali esterni, tra i quali figura anche l’Italia. 

La strategia di massima pressione per un cambio di regime

L’imposizione dei dazi contro gli iraniani è dovuta a un progetto di massima pressione delineato dal segretario di Stato Mike Pompeo. Secondo lui, stimolando l’isolamento economico e impostando dei seri dazi contro l’Iran, la popolazione potrebbe rovesciare il regime dall’interno per ottenere dei vantaggi economici e l’abbattimento delle sanzioni. 

Al momento, la strategia pensata dal segretario, non sembra sortire l’effetto sperato. Infatti, dati i cambiamenti avvenuti e l’immediata crisi economica, la classe politica iraniana nonostante i suoi frazionamenti interni e le rivalità, si sta improvvisamente ricompattando e avvicinando alla figura del presidente Hassan Rohani. A questo si stanno avvicinando sempre più anche le forze oltranziste e radicali, che invece erano state tenute alla larga sino a poco tempo fa.

I pericoli per i partner internazionali e il mercato Iraniano

Le sanzioni attuate e quelle che entreranno invece in vigore a Novembre stanno vedendo molti paesi contrari a questa politica. Tra i primi paesi che vogliono proteggere i loro scambi economici con l’Iran ci sono sicuramente Russia e Cina. Eppure nonostante i due paesi siano entrambi molto importanti per Teheran non bastano a colmare il dissesto economico che si creerebbe con ulteriori sanzioni al paese. 

Secondo gli economisti, nemmeno se si raggiungessero accordi specifici con diversi paesi asiatici compresi: India, Giappone e Corea del Sud, oltre alla Cina, si riuscirebbe a colmare il problema che si sta andando a creare anche sull’esportazione del greggio dall’Iran.

Inoltre, tra gli Stati che risentiranno di più il ciclo di sanzioni c’è anche l’Italia. Il nostro paese, l’anno scorso, è diventato uno dei principali paesi partner dell’Unione Europea nei confronti dell’Iran, superando anche gli affari nel paesi di Germania e Francia. Il rapporto commerciale è cresciuto il un anno del 97% rispetto al 2016. Il problema delle nuove sanzioni, però potrebbe portare in brevi tempi diverse aziende italiane a rinunciare a tutti i commerci e gli affari effettuati di recente con quelle presenti sul territorio iraniano.

Valentina Pasta
Laurea in Storia dell’Arte (2014) conseguita presso l’Università degli Studi di Palermo e Master in Marketing e Comunicazione (2017) conseguito a pieni voti presso l’Istituto Europeo del Design di Torino. Scopri di più su Valentina e sul team qui

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