cattivi pagatori, cattivi pagatori come saperlo
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Oggi si sente spesso parlare di prestiti non concessi in quanto si è segnalati come cattivi pagatori. Il termine cattivi pagatori è sicuramente negativo e rende più difficile accedere a un prestito.

Nonostante oggi ci siano alcune soluzioni di prestiti anche per cattivi pagatori, non tutti sanno di essere finiti su quella lista e ci si trova così dinanzi a un rifiuto da parte della finanziaria senza capirne appieno il motivo.

Ma vediamo insieme cosa s’intende cattivi pagatori e quali sono le banche che offrono prestiti anche a chi si trova con tale dicitura nella banca dati crif.

Cosa significa cattivi pagatori

Il cattivo pagatore è una persona che in passato a già contratto mutui, finanziamenti o piccoli prestiti destinati all’acquisto di qualche bene di consumo, ma non ha rispettato i termini di pagamento previsti dal contratto stipulato.

Il cattivo pagatore, quindi, è chi non ha pagato una o più rate o ha pagato le stesse spesso in ritardo.

Quindi chi non ha pagato una o più rate, o l’ha fatto in ritardo porta la banca o finanziaria a inviare una segnalazione alla centrale rischi il SIC, risultando successivamente come “cattivo pagatore” anche all’interno della banca dati del Crif.

Quando si diventa cattivi pagatori

Il cattivo pagatore è colui che non paga correttamente i debiti contratti con banche e finanziarie. Ma esattamente quando si viene iscritti o segnalati al crif?

Di solito, la segnalazione avviene quando:

  • Si paga in ritardo una rata, dopo più di 7 giorni dalla scadenza;
  • Non si pagano una o più rate consecutive;
  • Si finisce di pagare un prestito in ritardo rispetto alla data prestabilita.

Quando sovvengono ritardi più o meno importanti dunque si diventa cattivi pagatori, e le banche consultando il sistema d’informazione creditizia oppure il CRIF, possono identificare questa mancanza e di conseguenza decidere di non dare un prestito, in quanto pensano che il richiedente non sia affidabile.

Cattivi pagatori: come saperlo

Come sapere di essere cattivi pagatori? Magari hai pagato solo una rata in ritardo oppure te ne sei dimenticato e l’hai saltata completamente pagandola il mese successivo, o oltre la durata del finanziamento. Come verificare allora ala propria posizione?

Se dopo una o più rate non pagate non ricevi alcuna lettera da parte del SIC che t’informa di essere stato segnalato come cattivo pagatore, puoi controllare la tua situazione attraverso una visura.

Sia al SIC sia al Crif è possibile richiedere una visura a proprio nome, compilando un semplice modulo (puoi farlo direttamente online nei siti ufficiali delle banche dati) e in modo completamente gratuito.

Dalla visura puoi controllare se sei stato segnalato come insolvente o cattivo pagatore, e puoi vedere da quanto tempo c’è la segnalazione e capire così quando potrai vedere la cancellazione del dato a tuo nome.

Cattivi pagatori: come cancellarsi dalla lista

In molti propongono servizi a pagamento per la cancellazione dalla banca dati del Crif, devi sapere che ciò non è possibile! Non si può cancellare la propria presenza sulla lista dei cattivi pagatori pagando una cifra, qualunque essa sia.

Il dato infatti è una rilevazione oggettiva che rimane a disposizione di banche e finanziarie sino a quando non sovvengono i tempi previsti per la cancellazione automatica.

Quindi non ci si può cancellare dalla lista dei cattivi pagatori, ma Bisogna aspettare che passi il tempo utile, dopodiché, la segnalazione viene eliminata in automatico dal Crif o SIC.

Se invece l’invio della segnalazione al Crif è stato fatto per errore da parte della banca, e in realtà si sono pagate sempre rate e mutui la data prestabilita, essendo un errore dell’istituto, bisognerà rivolgersi a questo e richiedere la comunicazione dell’errore al Crif e di conseguenza la cancellazione dei dati negativi.

Chi concede prestiti a cattivo pagatore

Quando ci si trova dinanzi alla segnalazione come cattivi pagatori può essere difficile ottenere un prestito o un finanziamento. Infatti, le banche e gli istituti finanziari, di solito prima di concedere un prestito si accertano del profilo del cliente attraverso il Sistema di Informazione Creditizia.

Se risulta il nome del richiedente e, di conseguenza, vengono illustrati gli ultimi ritardi nel pagamento di una rata o di un prestito, sarà difficile che la banca, qualunque essa sia, conceda un nuovo prestito.

Dato che nella maggior parte dei casi le richieste da parte di cattivi pagatori sono respinte, come è possibile riuscire a ottenere un nuovo finanziamento?

In realtà, esiste una forma di prestito che viene accettata dalle banche ossia: la Cessione del Quinto della pensione o dello Stipendio.

In questo caso, il prestito viene concesso da banche e finanziarie, perché la rata viene prelevata direttamente dallo stipendio o dalla pensione, quindi viene pagata, sottraendola dallo stipendio o dall’ente pensionistico.

Segnalazione Crif: quanto dura

La segnalazione al Crif quanto dura? La segnalazione in una qualunque banca dati per le informazioni creditizie in Italia ha dei tempi di durata che cambiano a seconda del motivo per cui si è stati segnalati come cattivi pagatori.

Quindi i dati negativi hanno una durata limite, passata questa, vengono cancellati dalle banche dati.

I tempi di conservazione dei dati negativi (in caso di successiva regolarizzazione da parte del cliente) a seconda del tipo di ritardo, vengono cancellate in un tempo massimo pari a 36 mesi.

Ma vediamo nel dettaglio i tempi di cancellazione per ogni tipologia di segnalazione come cattivo pagatore:

  • Morosità di due rate, successivamente sanate (12 mesi dopo la regolarizzazione);
  • Ritardi superiori a due mesi, sanati dopo il tempo previsto (dopo 24 mesi dalla regolarizzazione);
  • Morosità, sofferenze e gravi adempimenti non sanati (36 mesi dalla data di scadenza del contratto, con successivo rinnovo in caso di non risanamento).

Quindi per essere cancellati dalla lista dei cattivi pagatori è necessario sanare il debito per il quale si è stati segnalati e attendere sino a un massimo di 36 mesi.

Bisogna tenere a mente però che è necessario durante i mesi in cui si è stati segnalati, non effettuare nuovi pagamenti in ritardo. Se infatti si fanno nuovi pagamenti in ritardo la segnalazione si rinnova un’altra volta e si deve di conseguenza attendere nuovamente il periodo utile alla cancellazione.

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